Ultima modifica: 8 novembre 2017
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Le scelte valutative

La valutazione è una parte del processo di apprendimento ed ha una funzione formativa in quanto interpreta, valuta e regola il processo d’apprendimento, offrendo all’alunno la consapevolezza del proprio percorso e la possibilità di potenziamento e/o di recupero anche attraverso interventi individualizzati e diversificati.

La verifica e la conseguente valutazione sono anche momenti di controllo in itinere dell’efficacia dell’azione educativo didattica dei docenti che sono chiamati a progettare valutare e rivedere, adeguandole alla situazione, procedure e strategie utilizzate nel processo di insegnamento-apprendimento.

Lo studente che apprende partecipa alla valutazione in quanto soggetto e protagonista del proprio apprendimento: conoscerne le finalità e riflettere sul proprio percorso permette di essere consapevoli e motivati ad ulteriori esperienze formative.

La valutazione riguarda le conoscenze e le abilità nei vari ambiti disciplinari indispensabili per lo sviluppo delle competenze di base e di cittadinanza individuate dalla Comunità europea, da conseguire alla fine della scuola primaria e del primo ciclo e oggetto di certificazione.

Se l’obiettivo della valutazione non è limitato ad una graduazione numerica cioè ad un voto o ad un giudizio, ma assume uno scopo formativo, i docenti pervengono alla formulazione della valutazione, avvalendosi delle informazioni raccolte mediante un’osservazione sistematica e continuativa degli alunni, nel contesto dell’attività didattica e documentate da appositi e specifici strumenti di verifica(test oggettivi, prove scritte e orali, performance individuali o di gruppo relative a compiti assegnati, autovalutazione ed esercizi di riflessività, prove di realtà).

In alcuni casi si opera con test oggettivi e/o prove strutturate facendo riferimento a parametri di misurazione definiti in sede sperimentale, riconosciuti anche da organismi ed Enti certificatori, in altri le prove sono costruite dai docenti singolarmente o collegialmente sulla base del percorso effettuato e relative a obiettivi definiti.

In ogni caso la misurazione e le osservazioni riportate sulle singole prove o riportate sul registro non costituiscono da sole la valutazione, che è sempre relativa al percorso dell’alunno a partire dalla situazione iniziale e dal contesto di apprendimento.

La valutazione delle conoscenze e delle abilità nei diversi ambiti disciplinari può essere espressa in voti accompagnati da osservazioni oppure con giudizi, indicazioni di lavoro, percentuali.

Nel documento di valutazione, essa viene espressa, come da normativa vigente, in decimi e, per I.R.C. o materia alternativa, secondo una scala di aggettivi.

I criteri e i risultati delle valutazioni, effettuati nei diversi momenti del percorso scolastico, sono comunicati a studenti e famiglie in modo trasparente e tempestivo, per promuovere la loro partecipazione e la corresponsabilità educativa.

La valutazione periodica e finale degli apprendimenti, effettuata dai docenti (singolarmente e negli organismi collegiali) viene comunicata attraverso il documento di valutazione, che contiene anche la valutazione del comportamento (espressa con giudizio nella scuola primaria, con voto numerico nella scuola secondaria).

Al termine dell’anno conclusivo della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado la scuola descrive e certifica i livelli di competenza acquisiti da ciascun alunno

 

LA VALUTAZIONE NELLA SCUOLA DELL’INFANZIA: OSSERVAZIONE

Le insegnanti distinguono due momenti, l’uno riguarda la valutazione delle proposte educative e gli esiti del proprio operato, l’altro è relativo all’osservazione/valutazione dei bambini/e; la prima forma valutativa è necessaria per constatare la validità di un percorso, la seconda per adeguare la programmazione alle esigenza, alle capacità, agli stili di apprendimento di ogni alunno. Vengono promossi colloqui con i genitori per raccogliere informazioni e scambiare le conoscenze.

 

LA VALUTAZIONE NELLA SCUOLA PRIMARIA E NELLA SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO

 

VALUTAZIONE PERIODICA E FINALE DEGLI OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

Al termine di ogni quadrimestre gli insegnanti della classe valutano i risultati conseguiti nelle diverse discipline e li esplicitano, nel documento di valutazione, con voto numerico espresso in decimi secondo livelli così definiti:

VOTO IN DECIMI INDICATORI DI LIVELLO
10 Pieno e approfondito raggiungimento degli obiettivi.
9 Completo e sicuro raggiungimento degli obiettivi.
8 Completo raggiungimento degli obiettivi.
7 Raggiungimento degli obiettivi, ma con qualche incertezza.
6 Raggiungimento degli obiettivi in modo essenziale.
5 Parziale o mancato raggiungimento degli obiettivi.
4     Solo Sc.Secondaria Mancato raggiungimento degli obiettivi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

VALUTAZIONE DEL COMPORTAMENTO

Nella scuola primaria e secondaria la valutazione disciplinare viene completata con un giudizio che prevede l’analisi dei seguenti aspetti:

  • Relazioni con i compagni
  • Relazione con gli adulti
  • Rispetto delle regole
  • Interesse, attenzione e partecipazione
  • Impegno
  • Capacità di collaborazione
  • Autonomia e modalità di lavoro
  • Metodo di studio
  • Progressione degli apprendimenti

Tali indicatori vengono poi illustrati mediante “descrittori” definiti e approvati periodicamente dal Collegio dei Docenti.

I giudizi inoltre possono essere modificati o integrati dagli insegnanti al fine di rendere la valutazione più personalizzata.

Nella scuola secondaria di 1° grado il comportamento viene valutato con osservazioni ed un voto numerico in decimi.

Per gli alunni con bisogni educativi speciali:

  • Alunni diversamente abili (D.A.) : La valutazione in decimi va rapportata al P.E.I. che costituisce il punto di riferimento per le attività educative a favore dell’alunno con disabilità. Si rammenta inoltre che la valutazione in questione dovrà essere sempre considerata come valutazione dei processi e non solo come valutazione della performance.
  • Alunni con disturbo specifico dell’apprendimento (D.S.A.) : L’Istituto si attiene a quanto espresso:

– Nell’art. 10 del DPR n. 122/2009 1. Per gli alunni con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) adeguatamente certificati, la valutazione e la verifica degli apprendimenti, comprese quelle effettuate in sede d’esame conclusivo del primo ciclo d’istruzione, devono tenere conto delle situazioni soggettive di tali alunni. Pertanto, nello svolgimento dell’attività didattica e delle prove d’esame, saranno adottati, nell’ambito delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente, gli strumenti metodologico-didattici compensativi e dispensativi ritenuti più idonei. 2. Nel diploma, rilasciato al termine degli esami di stato del I ciclo d’istruzione, non è fatta menzione relativamente alle modalità di svolgimento e di differenziazione delle prove.

– Nei decreti attuativi (Linee guida) della Legge 170/2010 – D.M. 12 Luglio 2011 (stesura del Piano Didattico Personalizzato).

Vedasi anche la seguente normativa:

  • D.P.R. n.122 del 2009, Regolamento sulla valutazione
  • Legge 170 del 2010
  • D.M. del 12 luglio 2011, prot.5669,
  • Circolare Ministeriale del 27 dicembre 2012
  • Circolare ministeriale n.8 del 2013.
  • Alunni non italofoni (disagio linguistico-culturale) : L’Istituto, attendendosi alle indicazioni ministeriali, ha elaborato il Documento “LINEE ORIENTATIVE SULLA VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI”. download icona pdf 93 kb

 

LA VALUTAZIONE DI ISTITUTO: IL RAPPORTO DI AUTOVALUTAZIONE E IL PIANO DI MIGLIORAMENTO

Appartiene alla valutazione l’azione di autovalutazione di Istituto.

Avviata lo scorso anno, essa è partita dall’analisi del contesto socio-culturale e dalla verifica dell’efficacia del proprio servizio, delle rilevazioni sugli apprendimenti, e da tutti gli elementi ritenuti significativi.

Scopo dell’ autovalutazione è quello di rendersi consapevoli della propria situazione, con i suoi punti di forza e di debolezza, per rendere il servizio e la propria offerta formativa adeguati al contesto e più efficaci.

Nel nostro Istituto è stato istituito un Nucleo per l’Autovalutazione che, per l’anno scolastico 2014-2015, ha compilato il Rapporto di Autovalutazione.

L’attività principale che segue la fase di autovalutazione, a partire dall’analisi della realtà, è la pianificazione del miglioramento.

Il piano di miglioramento è un’attività sviluppata secondo progetti ed obiettivi definiti, sistematica, guidata dai responsabili e sottoposta a revisione durante la sua realizzazione : un processo nell’ambito del quale vengano definite le relative fasi e individuati vincoli, tempi, responsabilità, risorse, indicatori e relativi obiettivi.

Il diagramma seguente evidenzia le fasi principali del processo di impostazione e sviluppo del miglioramento come proseguimento logico dell’autovalutazione dell’Istituto

Il Rapporto di Autovalutazione 2014-15 ha evidenziato alcune criticità per le quali si prospettano obiettivi di miglioramento:

  • Nell’efficacia degli interventi di recupero delle difficoltà nella Scuola secondaria di primo grado, che rende necessaria da parte dei docenti una chiara declinazione degli obiettivi minimi sottesi agli interventi di recupero, nonché dei relativi strumenti di rilevazione, in modo da adottare strategie di attuazione e di valutazione coerenti con le prassi inclusive.
  • l’alta varianza interna dei risultati dell’area logico-matematica nelle prove standardizzate nazionali, confrontata con un valore inferiore nell’area linguistica, richiede all’interno dell’ambito una riflessione attenta sulle pratiche didattiche e una maggiore condivisione della progettazione.

Nel nostro Istituto è iniziato un lavoro di elaborazione di un curricolo delle competenze disciplinari e trasversali legato alle competenze chiave e di cittadinanza. Il monitoraggio in itinere e la valutazione finale sul raggiungimento dei vari traguardi di competenza richiede, però, l’adozione di strumenti specifici di rilevazione precisi e diversificati. È necessario rendere più omogenea ed efficace l’azione dell’intero consiglio di classe / gruppo docente ai fini dell’acquisizione delle competenze chiave e di cittadinanza.

– Nei processi didattici ed organizzativi:

Curricolo, progettazione e valutazione

• Definizione di obiettivi minimi disciplinari per ciascuna classe.

• Progettazione comune delle attività e condivisione di documenti nei vari ambiti disciplinari.

• Realizzazione di rubriche di valutazione, griglie di osservazione e questionari di autovalutazione relativi alle diverse attività.

Inclusione e differenziazione

• Monitoraggio costante dell’attuazione dei percorsi differenziati per alunni in difficoltà stabiliti e condivisi da parte di tutti i docenti.

• Monitoraggio in itinere e finale dei percorsi attuati tramite strumenti di valutazione codificati e condivisi.

• Incremento della condivisione di strumenti e modalità didattiche coinvolgenti, in particolare per i ragazzi in difficoltà.

Orientamento strategico e organizzazione della scuola

• Incremento dell’uso di forme di controllo strategico e di monitoraggio dell’azione intrapresa dalla scuola per il conseguimento degli obiettivi.

Il Piano di Miglioramento che costituisce parte integrante di questo Piano Triennale dell’Offerta Formativa dettaglia in modo preciso gli obiettivi a medio e lungo termine, le azioni previste per il loro raggiungimento, la fattibilità delle stesse e l’utilizzo delle risorse per il raggiungimento dei traguardi prioritari.




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